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Quanto tempo ci vuole per ammorbidire le protesi mammarie? Cosa sapere

Quanto tempo ci vuole per ammorbidire le protesi mammarie

L’aumento del seno è una procedura molto comune, sapere come sarà il decorso prima di sottoporsi all’intervento contribuirà a rendere il recupero più facile e senza problemi. Ma come essere certi che sta andando tutto bene? Quale intoppo può compromettere il risultato finale? Quanto tempo ci vuole per ammorbidire le protesi mammarie? Ecco un breve riepilogo di cosa aspettarsi e dei possibili scenari.

Tempi lunghi

Chiunque decida di sottoporsi ad un intervento di aumento del seno con protesi mammarie è bene che sappia da prima che i risultati definitivi non saranno immediati! Come per tutti gli interventi di chirurgia plastica, ci vuole del tempo, nei primissimi giorni, infatti, il seno sarà probabilmente più in alto e duro al tatto. Niente di grave, si tratta di aspettare l’assestamento e l’ammorbidimento delle protesi mammarie cosa che in genere avviene entro 6 mesi dall’intervento.

I risultati nell’immediato

Le protesi sono dure al tatto a causa del gonfiore associato all’intervento e al loro posizionamento chirurgico ma anche quando il gonfiore si attenuerà il risultato non si può dire ancora definitivo perché le tasche protesiche nelle quali vengono posizionate le protesi non si sono ancora adattate a contenerle. Quando l’adattamento sarà definitivo, le protesi si ammorbidiranno, in genere entro 6 mesi dall’intervento. Il processo di ammorbidimento è del tutto personale, ogni donna ha i suoi tempi ed è perfettamente normale che un seno si ammorbidisca più velocemente di un altro.

Il seno è più in alto rispetto al seno naturale, anche questa fase è considerata normale perché dipende sempre dall’assestamento delle protesi nelle tasche protesiche. La posizione delle protesi diventerà via via sempre più naturale quando il seno si posizionerà nel suo alloggiamento in modo definitivo, qualsiasi asimmetria tra i seni si risolverà da sola.

Sta andando tutto bene?

Come contribuire all’assestamento delle protesi mammarie? Quando il medico darà l’autorizzazione è utile praticare massaggi al seno spingendo le protesi mammarie verso l’interno e verso l’esterno e in tutte le posizioni, più volte al giorno. L’esecuzione di massaggi regolari al seno non solo aiuta ad espandere le tasche protesiche in cui risiedono le protesi mammarie, ma può anche aiutare a prevenire una complicanza di questo intervento chiamata contrattura capsulare.

Come fare il massaggio del seno

  • Massaggiare il seno frequentemente durante il giorno, soprattutto per i primi 3-6 mesi dopo l’intervento.
  • Le protesi mammarie andranno massaggiate su e giù, sinistra e destra.
  • Per agevolare la sistemazione nelle tasche protesiche massaggiare le protesi verso il basso, per allungarle massaggiare il seno verso l’alto.
  • Massaggiare infine le protesi l’una verso l’altra muovendole al centro del torace.

Eventuali complicazioni

Una complicazione delle protesi mammarie è la contrattura capsulare, ossia le protesi si presentano dure al tatto, troppo in alto e di forma anomala, anche dopo 6 mesi. Questo accade perché si forma del tessuto cicatriziale attorno alle protesi mammarie che deve essere rimosso chirurgicamente. Se dopo 6 mesi si ha il dubbio di avere una contrattura capsulare rivolgersi immediatamente al chirurgo.

Bibliografia e fonti

American Society of Plastic Surgeons

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