Fumo e chirurgia plastica: perché è meglio smettere

Fumo e chirurgia plastica

Fumo e chirurgia plastica

Perché ci viene chiesto di smettere di fumare prima e dopo un intervento di chirurgia plastica? Di sicuro quella di non fumare è una delle principali raccomandazioni che ci vengono fornite dal chirurgo in vista di un intervento e in effetti fumo e chirurgia plastica non è un buon binomio, sia per l’aumento del rischio di complicazioni operatorie, sia per il processo di cicatrizzazione delle incisioni e dei risultati finali.

Perché bisogna smettere di fumare?

Il fumo interferisce significativamente con il flusso sanguigno. Ciò è particolarmente importante nelle procedure di chirurgia plastica perché la pelle e altri tessuti devono avere un’adeguata circolazione sanguigna. Nella chirurgia plastica i tessuti vengono spostati durante l’intervento e molti vasi sanguigni devono essere reindirizzati. Più sani e meno ristretti sono i vasi sanguigni, più facilmente questo processo di cambiamento andrà a buon fine e il processo di guarigione sarà agevole. In particolare una complicanza grave, per i forti fumatori, è la necrosi tissutale, che riguarda tutte le procedure di chirurgia estetica che prevedono, quindi, uno scollamento dei tessuti della pelle.

Secondo uno studio presentato alla European Society of Anesthesiology, rispetto alle persone che non fumano, i fumatori hanno avuto bisogno del 33% in più di anestesia durante l’operazione e di un ulteriore 23% in più di farmaci antidolorifici dopo la procedura per raggiungere il stessi risultati.

La ricerca ha anche evidenziato che coloro che non fumavano ma erano esposti al fumo passivo richiedevano il 20% in più di anestesia e il 18% in più di farmaci antidolorifici rispetto ai non fumatori che non erano esposti al fumo passivo.

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I rischi

Oltre ai ben noti danni che il fumo causa alla salute in generale, all’apparato respiratorio e cardiovascolare in particolare, non vi è dubbio che la nicotina abbia degli effetti negativi sui vasi sanguigni provocandone un restringimento (vasocostrizione) e riducendo la quantità di flusso sanguigno. Il sangue arterioso è il più ricco di ossigeno e proprio l’ossigeno riveste grande importanza per far sì che i tessuti, tutti e non solo quelli interessati dalla procedura chirurgica, siano compatti.

Inoltre, la nicotina può far coagulare il sangue più facilmente e ciò contribuisce ulteriormente al potenziale intasamento di piccoli vasi e capillari.
Smettere di fumare ha indubbi benefici per la salute nel suo complesso, ma anche in relazione all’intervento perché migliora il processo di ossigenazione e di guarigione dei tessuti, riduce i rischi operatori, combatte la comparsa di ecchimosi e favorisce la cicatrizzazione con effetti visibili anche sui risultati finali.

In conclusione, le ricerche condotte in questo ambito confermano che i pericoli associati al fumo e chirurgia plastica sono reali e non risparmiano neanche i non fumatori esposti al fumo passivo sono in pericolo.

Quando si deve smettere di fumare?

I chirurghi plastici raccomandano di smettere di fumare almeno per 4-6 settimane prima dell’intervento e per 6-8 settimane dopo l’intervento.

Bibliografia e fonti

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