Dita a martello e chirurgia percutanea.

dam1
La patologia delle cosiddette “dita a martello” consiste in una forte inclinazione delle stesse e determina una situazione di estremo fastidio e dolore.
Questa malattia è causata perlopiù da patologie di tipo artrosico degenerativo, legate all’età .
dam1
Le dita a martello però possono essere determinate anche da altre malattie di tipo reumatico come l’artrite reumatoide o da altre deformità come l’alluce valgo. In questo caso, l’alluce esercita una pressione sulle dita contigue, generando deformità e rendendo ancora più complicato l’assetto strutturale del piede.
Le dita a martello riguardano pazienti dai 40 anni in su.
Il problema va risolto a chirurgicamente, e precisamente, avvalendosi della chirurgia percutanea.
Le caratteristiche della chirurgia percutanea sono l’anestesia locale, l’assenza di ferri, l’uso di lame estremamente sottili, e l’utilizzo di una sorta di punta di trapano in grado di penetrare attraverso le incisioni, rimodellando le ossa, correggendo l’aspetto e la conformazione delle dita e riallineandole al resto del piede.
Anche se l’effetto primario sarà la salute del piede e la postura del paziente, un effetto secondario si avrà sul lato estetico poiché le dita dopo l’intervento risulteranno perfettamente allineate. Non residuano cicatrici.
L’intervento ha una durata molto breve, in genere pochi minuti per dito. L’anestesia è locale accompagnata da terapia analgesica.
La rigidità, tipica delle dita a martello, non può essere eliminata con l’intervento ma il paziente può camminare e, passo dopo passo, sarà possibile la totale eliminazione del dolore.
Dopo l’intervento, la ginnastica, la fisioterapia e i massaggi possono coadiuvare la ripresa e la salute del paziente perché riacquisti il normale “ritmo del passo”  perso a causa delle deformità delle dita.
Anche l’utilizzo di un apposito plantare è spesso accompagnato nel post-intervento.