Chirurgia plastica post traumatica

Chirurgia plastica post traumatica

Chirurgia plastica post traumatica

Dopo un trauma o un incidente il ruolo del chirurgo plastico può rivelarsi fondamentale per aumentare le probabilità di recupero degli arti inferiori traumatizzati. In quali casi si può pensare ad un intervento di chirurgia plastica post traumatica?

Ne hanno ampiamente discusso in occasione di un recente Congresso Nazionale della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica SICPRE. Ma in che modo può essere di aiuto? Secondo gli esperti intervenuti al Congresso con la chirurgia plastica è più facile riuscire a tornare a correre e fare attività sportiva e scongiurare interventi drastici.

Chirurgia plastica ricostruttiva degli arti inferiori 

In caso di traumi o incidenti è importantissimo far intervenire, oltre all’ortopedico, anche il chirurgo plastico entro poche ore in modo da poter garantire sopravvivenza e funzionalità agli arti traumatizzati. 

Fabrizio Malan, responsabile del Reparto di Chirurgia Plastica presso il C.T.O, Centro Traumatologico Ortopedico della Città della Salute e della Scienza di Torino, spiega che troppo spesso l’impiego del chirurgo plastico in sala operatoria nel caso di un trauma viene sottovalutato o non viene nemmeno preso in considerazione.

Ancora oggi si crede che il chirurgo plastico possa solo intervenire per miglioramenti di carattere estetico, in caso di cicatrici ad esempio, mentre invece la sua presenza può essere risolutiva per garantire il recupero della funzionalità dell’arto. Il paziente andrebbe, quindi, informato circa la possibilità che l’intervento del solo ortopedico potrebbe non essere sufficiente per salvare un arto gravemente traumatizzato.

In cosa consiste l’intervento del chirurgo plastico in caso di trauma? 

Se l’osso non viene rivestito e protetto dai tessuti vascolarizzati nel modo più corretto ed opportuno potrebbe perdere vitalità e funzionalità. E questo tipo di procedura può eseguirla proprio il chirurgo plastico. Quindi è necessario cambiare l’approccio e la gestione del paziente che ha subito un trauma ortopedico agli arti e impegnarsi affinché ortopedico e chirurgo plastico lavorino in sinergia per stabilire quale sia la procedura migliore da mettere in atto e  partire insieme sin dai primi momenti.

Gli esperti hanno ricordato come la gran parte delle amputazioni degli arti dopo gli incidenti sia legata ad una insufficiente vitalità dei tessuti muscolari e cutanei. Tessuti fondamentali che hanno il compito di proteggere l’osso e di nutrirlo e che vanno correttamente innestati e vascolarizzati da un chirurgo plastico esperto.

Chirurgia plastica dopo la mastectomia

Sono importantissimi anche il legame e la sinergia tra oncologo e chirurgo plastico nella chirurgia della mammella, dove il lavoro in parallelo consente in alcuni casi di ricostruire il seno durante lo stesso intervento demolitivo, risparmiando alla paziente il trauma della mutilazione e una seconda operazione.

Il lipofilling, cioè l’auto-trapianto di grasso, ad esempio, ha dimostrato di riuscire a ridurre in maniera significativa la PMPS, Post Mastectomy Pain Syndrome.

Come funziona? Una piccola quantità di grasso – prelevata da altre zone del corpo – viene trasferita nella cicatrice dell’intervento oncologico: le cellule staminali adulte presenti in questi tessuti attiva un processo di rigenerazione che coinvolge anche le terminazioni nervose rimaste nella cicatrice e che causano dolore.

Bibliografia e fonti

SICPRE

Foto di Karolina Grabowska da Pexels